Laboratorio teatrale RS1
Respiri Studio 1 – L’attesa

PROLOGO AL LABORATORIO
Il difficile tema della “malattia” viene indagato nel laboratorio teatrale attraverso un luogo, uno spazio preciso: la sala d’aspetto. Quante immagini, parole, emozioni, suoni vengono ad accumularsi in uno spazio così piccolo. Troppo piccolo per contenere tanto vissuto. Regia  e drammaturgia saranno il frutto del vissuto dei corsisti/attori che in questo caso si troveranno ad essere protagonisti e transfert per il pubblico di una storia che, parafrasando Pirandello, è di uno, nessuno e centomila.

ORIGINI DEL METODO – IL TEATRO DI ANIMAZIONE
Nel ’68 alla scena teatrale mondiale si chiede di sollevare la testa e ricominciare a credere al proprio mandato sociale offrendosi come agente di trasformazione uscendo dai teatri e scendendo in strada. Non come teatro di agit prop (agitazione e propaganda) ma come teatro di “animazione” dove l’attore è poeta e animatore all’interno di una comunità. Non è lo spettacolo mordi e fuggi ma un lavoro con lo spazio e gli abitanti di questo spazio  es. la scuola, il museo, la casa di riposo, la piazza, l’ospedale, la parrocchia, il centro commerciale, il “bar dello sport”…. Un teatro dove gli attori non sono professionisti e il regista è la stessa collettività. Cit.  Teatro e spettacolo nel secondo novecento Puppa ed. Laterza

LO STRUMENTO
Come strumento, per raccontare il vissuto di un “territorio” e la propria gente e le istanze che esprime,  si userà il CORPO che comunica:

  • verranno proposti  esercizi teatrali diversi per scoprire e conoscere il proprio corpo, prendere consapevolezza del “gesto intelligente” che accompagna il linguaggio
  • si giocherà sulle posture involontarie che comunicano emozione: la postura varia con lo stato emotivo; la postura è meno controllabile del tono di voce quindi rivela un’ansia segreta che il volto non può trapelare

Nel laboratorio si approfondirà la comunicazione come processo verbale e non verbale attraverso la metodologia dell’apprendimento “esperenziale”. Dove per “esperenziale” si intende  drammaturgia e improvvisazione teatrale. Cit. La comunicazione come processo sociale  Ricci Zani ed. Il Mulino

IL MEZZO
In contemporanea al lavoro sul corpo si lavorerà sulla SCRITTURA DIARISTICA:

  • che diventa drammaturgia e la drammaturgia diventa pratica del pensiero riflessivo e della scrittura autobiografica per favorire la consapevolezza di se e del proprio vissuto: attori e autori della propria vita.
  • che è diagnosi poiché «disseziona il soggetto, il suo vissuto, i suoi ruoli, il suo “tempo perduto” e lo fa con decisione, insistenza, con sforzo obiettivo […] operando una semiotica del vissuto» cit. Duccio Demetrio Professore ordinario di Filosofia dell’educazione e di Teorie e pratiche della narrazione, Università degli studi di Milano
  • è terapia in quanto «rileggendo ritesse, dà identità, produce senso, riorienta e quindi “salva”» è  cura omeopatica.  Cit. Franco Cambi, professore ordinario di pedagogia generale, direttore del Dipartimento di Scienze dell’educazione Firenze la definisce